Il chimico svedese Nobel, nel lontano1895 (un anno prima della sua morte avvenuta a Sanremo), lasciava ai posteri il suo testamento: lui che aveva inventato la dinamite, desiderava destinare il suo enorme patrimonio a coloro che avrebbero contribuito alla ricerca scientifica, alle letteratura e alla pace. Così ogni anno, dal 1901, a Stoccolma si rinnova l’assegnazione dei premi più prestigiosi al mondo che portano il suo nome.
Ed il 2008 sarà un anno che il Giappone ricorderà per i numerosi riconoscimenti vinti in campo scientifico. La commissione ha infatti assegnato il Nobel per la fisica a tre sue eminenti studiosi: Nambu Yōichirō (attivo negli Stati Uniti), Kobayashi Makoto, Masukawa Toshihide. La notizia pare abbia destato qualche delusione nell’ambiente scientifico italiano che sperava di veder riconosciute le ricerche sulla fisica subatomica intraprese dallo scienziato Nicola Cabibbo, come si può leggere da numerosi articoli on line.
Il nobel per la chimica 2008 invece è andato congiuntamente al chimico giapponese Shimomura Osamu ed agli statunitensi Martin Chalfie e Roger Y. Tsien per aver scoperto la Green Fluorescent Protein (Gfp), un ulteriore passo in avanti per la biochimica contemporanea.
La polizia municipale della prefettura di Kanagawa testerà fino al Marzo del prossimo anno la nuova Mitsubishi i-MiEV (Mitsubishi Innovative Electric Vehicle), citycar elettrica dotata di batterie agli ioni di litio.






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