Il popolo giapponese ha sempre amato il canto stagionale degli insetti: grilli e cicale erano allevati e venduti come animali da compagnia, secondo un’antica consuetudine cinese.
La dama Sei Shonagon annotava nel suo diario, il Makura no soshi (“Note del Guanciale”, fine X secolo), che fra gli insetti a commuoverla più di tutti era il minomushi.
Il suo canto struggente era frutto di un’antica leggenda: questo goffo insetto -come si legge in Note del Guanciale (Oscar Mondadori, 1997)- era figlio di un diavolo che lo abbandonò poco dopo, lasciandolo solo, con indosso un misero abito. Suo padre gli aveva promesso che in autunno sarebbe tornato a riprenderlo ma non mantenne la promessa. E da allora il minomushi lo aspetta invano e, quando sente soffiare il vento più forte, piange e grida “chichi” (papà). Leggi il seguito di questo post »
Correva l’anno 1008 quando la scrittrice Murasaki Shikibu completava la stesura del Genji Monogatari 源氏物語 (Storia di Genji), il primo romanzo-capolavoro della letteratura mondiale di tutti i tempi.




Commenti Recenti