Chissà se anche il prossimo primo gennaio vedremo nei tg nazionali quella serie di filmati provenienti da tutto il mondo a testimonianza di come ogni paese saluti diversamente l’avvento del nuovo anno.
Del Giappone è certamente immancabile la suggestiva cerimonia detta joya no kane 除夜の鐘 : i monaci buddhisti, prima che scocchi la mezzanotte, percuotono con dei lunghi bastoni di legno le campane del tempio perché il loro suono echeggi in tutto il paese. In totale verranno suonati 108 rintocchi, quanti sono i desideri umani, come simbolo di purificazione.
Anche alle abitazioni toccherà una grande pulizia di fine anno, dai pavimenti ai muri agli abiti, tutto verrà “rinnovato”: quindi tutti gli oggetti che non si usano più o sono rovinati vengono cambiati con dei nuovi.
Insomma, dopo essersi predisposti spiritualmente al meglio, si crea anche nelle case un piccolo posto per il nuovo, anche questo in fondo è un buon proposito, … o no?
“Joya no kane” al Chion-in 知恩院 di Kyoto. Il tempio custodisce una delle campane più importanti del paese.
Trascorsa così la notte del 31 dicembre (detta Ōmisoka), cominciano i festeggiamenti del primo giorno dell’anno, noto come O-Shōgatsu.
Gli ingressi delle case vengono abbelliti con vari ornamenti, gli o-shogatsu kazari , che hanno la funzione di scacciare la mala sorte. Le donne di casa preparano con discreto anticipo – è di cattivo auspicio cucinare i primi giorni dell’anno- gli osechi ryori 御節料理, il tipico cibo di capodanno che viene conservato in scatole laccate. All’interno di questi contenitori il ricco menu della famiglia giapponese finalmente riunita intorno alla tavola: pesce, verdure, legumi, tutto ha una straordinaria bellezza.
La prima settimana di Gennaio è anche il momento per la “hatsumode“ 初詣, la prima visita al tempio dell’anno nuovo. E’ l’occasione per recitare la prima preghiera, bere una varietà di sake che propizia la buona salute ed infine per acquistare gli oroscopi dell’anno nuovo, gli omikuji. Stampati su delle striscette di carta, questa sorta di oracoli moderni vengono estratti a caso da una cassetta. Una volta consultati vengono poi appesi agli alberi del tempio, quasi a voler fermare le premonizioni meno buone, almeno per chi ancora ci crede.
“Letters to God” Photo andrèsmh ![]()
Alcuni diritti riservati
Una piacevole consuetudine è quella di spedire le tradizionali cartoline del nuovo anno (nengajō). Ne vengono spedite a milioni: amici, colleghi, conoscenti i destinatari, a tutti coloro cui si tiene. In Giappone è una mania visto che vengono abbinate ad una lotteria ed è buona cortesia che vengano recapitate entro la prima settimana dell’anno, a meno che la famiglia non abbia di recente avuto un lutto. Questi bigliettini augurali si possono trovare in vendita già tempo prima presso magazzini e uffici postali anche se i più creativi preferiscono personalizzarle e stamparle a casa. Nei kit infatti viene fornita l’apposita carta postale, timbri e penna.
In genere riportano il disegno dell’animale dello zodiaco junishi che segna l’anno nuovo: il 2009 sarà l’anno del bue, mentre il 2008 è stato l’anno del topo.

Bellissima cartolina virtuale realizzata da una ragazza giapponese, creatrice anche dei topolini di feltro. Gli auguri sono in francese perchè la foto è in parte di ispirazione europea ma nello spirito è profondamente giapponese. Tutti i diritti riservati.



La pettinatura tradizionale della maiko o apprendista geisha, consiste generalmente nel raccogliere i capelli in una sorta di crocchia divisa in due parti uguali sulla sommità della testa. Dopo ore ed ore di seduta dal parrucchiere, i capelli risulteranno finalmente morbidi, lucidi e profumati. Per impedire che si possano spettinare durante il sonno, la giovane maiko dovrà imparare a dormire sul takamakura 高枕 (lett. “ cuscino alto”), un guanciale rettangolare spesso e duro che le consentirà di appoggiare soltanto la nuca… a meno che non opti per la più pratica parrucca!




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