Il popolo giapponese ha sempre amato il canto stagionale degli insetti: grilli e cicale erano allevati e venduti come animali da compagnia, secondo un’antica consuetudine cinese.
La dama Sei Shonagon annotava nel suo diario, il Makura no soshi (“Note del Guanciale”, fine X secolo), che fra gli insetti a commuoverla più di tutti era il minomushi.
Il suo canto struggente era frutto di un’antica leggenda: questo goffo insetto -come si legge in Note del Guanciale (Oscar Mondadori, 1997)- era figlio di un diavolo che lo abbandonò poco dopo, lasciandolo solo, con indosso un misero abito. Suo padre gli aveva promesso che in autunno sarebbe tornato a riprenderlo ma non mantenne la promessa. E da allora il minomushi lo aspetta invano e, quando sente soffiare il vento più forte, piange e grida “chichi” (papà).
Il minomushi lungo i secoli ha colpito la fantasia di tanti poeti, divenendo un noto kigo autunnale (il kigo, nella poesia haiku, è una parola usata per evocare la stagione, quindi indicare lo “spazio temporale” del componimento).
Ecco allora Matsuo Basho (1644 – 1694) invitarci ad ascoltarne il poetico canto in un celebre haiku. E la Minomushi-an (Eremo del Minomushi, a Ueno) resta una delle cinque dimore del ritiro appartenute al maestro indiscusso di questo genere poetico.
蓑虫の Minomushi no
音を聞に来よ ne wo kiki ni koyo
草の庵 kusa no io
Vieni ad ascoltare il canto
del minomushi-
capanna d’erba
Il minomushi su Youtube. Il video.
Links interessanti:
ohioline.osu.edu
insects.org
bolingo.org
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Il minomushi (Thyridopteryx ephemeraeformis) è la larva di un lepidottero diffuso in tutto il sud-est asiatico, in Giappone. Durante lo stadio larvale, esso crea attorno al proprio corpo un vero e proprio bozzolo mimetico fatto di foglie, cortecce ed altri frammenti vegetali: per questo è detto ”insetto dall’impermeabile di paglia” (mino-mushi 蓑虫). E’ stato tuttavia dimostrata l’impossibilità per questa larva di emettere dei suoni.




Innanzitutto grazie per la citazione!
Bello e affascinante questo post sulla leggenda del minomushi. Ma di che insetto si tratta?
Ne approfitto per complimentarmi del nuovo aspetto grafico del tuo blog: semplice, elegante e poetico …. zen!
Un saluto carissimo.
..è simpatico, vero?!
E’ un lepidottero, almeno da quanto sono riuscita a capire finora.
Ne ho sentito accennare nel libro di Sei Shonagon (Le note del Guanciale, edizioni Oscar Mondadori) dove gli è stata dedicata una breve nota da cui ho tratto la leggenda. E’ un libro molto bello, un diario in cui questa dama e scrittrice ha annotato tutti i suoi pensieri, uno zibaldone dell’anno mille.
Anche Kobayashi Issa (un poeta haiku) gli ha dedicato dei versi.
…insomma, ci accomuna la passione per le storie degli animali, carine le storie che racconti.
Grazie per il commento positivo sulla nuova testata… allora … zhai tian!
in caratteri latini si scrive così?
…E così hai intuito una mia passione!
Dai racconti di Fedro, a quelli di Jean de La Fontaine fino alle poesie di Trilussa sono sempre stata una divoratrice di storie sugli animali!
Sul mio blog ho cercato di riportarne qualcuna, più o meno fortunata. Molto bella questa del minomushi, anche perché rimanda alla letteratura antica. Era una leggenda che non conoscevo e quel “chichi” è davvero simpatico, sembra quasi di sentirlo!
Sei davvero brava, leggo sempre i tuoi post. Allora a presto!
Anche Trilussa ha scritto sugli animali… ecco un altro scrittore che mi piace leggere.
Grazie per la visita
[...] Giappone In Fiore, uno dei blog che amo di più, ha raccontato la leggenda del Manomushi, un insetto che rimanda alla figura di Sei Shonagon, la grande scrittrice giapponese! Ecco il link al suo bel post: ”Leggenda e poesia: il bruco con l’impermeabile“. [...]