I rockettari di Yoyogi Park

30 08 2008

Per chi ha il rock nel cuore e ritmo nelle gambe, il posto giusto è lo Yoyogi Kōen 代々木公園 di Tokyo, a pochi minuti a piedi dalla stazione di Harajuku. Quì ogni fine settimana, all’ombra degli alberi e tra l’incessante andirivieni di turisti e passanti, si danno appuntamento sin dagli anni ‘80 i nostalgici della musica che ha rivoluzionato il mondo.

Fasciati nelle loro inconfondibili tute di pelle nera o blue jeans, brillantina fra i capelli a scolpire il mitico ciuffo, stivali a punta ed occhiali rigorosamente neri, i rockabillies  ロカビリー di Tokyo si esibiscono in vere e proprie coreografie di gruppo sotto gli sguardi dei curiosi. Capita anche di vedere fra loro qualche ragazza abbigliata come una vera pin up anni ‘50: gonne a pois o quadri larghe  abbastanza per fare la ruota, cinte di vernice per strizzare la vita, colorate fasce fra i capelli per scoprire il viso ben truccato.

Ballano questi ragazzi per ore il rock americano delle origini, quella musica che oltre mezzo secolo fa’ espresse il bisogno giovanile di ribellione e libertà, consapevoli di costituire oggi una delle maggiori attrazioni del famoso parco dove nascono molte tendenze e dove alcuni occidentali giungono appositamente per osservare il variopinto mondo del Tokyo Street Style, dove il rock incontra il punk e la musica pop.

 

Links utili:
Musica Rockabilly

www.rockabillyhall.com
Stile Rockabilly
www.rockabillyhairstyle.com
www.style.it

 

Da Youtube:






Giappone e Italia a Pechino 2008

25 08 2008

Ieri si sono ufficialmente concluse le Olimpiadi.

Ecco la lista delle medaglie ad oggi ottenute dal Giappone e dall’Italia in questa edizione dei giochi olimpici di Pechino 2008 ormai destinata a passare alla storia. Il Giappone si classifica all’undicesimo posto  fra gli 81 paesi premiati, l’Italia al nono.

In foto il Beijing National Stadium, meglio noto come Bird’s Nest 

Segnalo inoltre ”Suggestioni” di Paese Cina

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Il sillabario Hiragana

20 08 2008

E’ uno dei due sillabari usati nella lingua giapponese insieme al Katakana. L’Hiragana viene impiegato per indicare le parti del discorso che non hanno un significato, quindi suffissi, prefissi, le parti finali del verbo (quindi l’hiragana ne indica il tempo e il modo, non il genere ed il numero in quanto nella lingua giapponese essi non vengono indicati).

Ho preparato per voi tre tabelle esemplificative.

Cliccare sull’immagine per ingrandire. ^_^

   

 





La scalata estiva al Fujisan

16 08 2008

Con i suoi 3376 metri d’altezza il Fujisan  富士山  è il monte più alto del Giappone, la divina vetta che sfiora il cielo, il vulcano che non si è mai spento.

Per un giapponese ascendere al Fujisan (questo è il suo nome in giapponese) è un’esperienza spirituale immancabile e non sono pochi coloro che ne tentano la scalata anche nei proibitivi mesi invernali, quando le condizioni metereologiche si fanno pessime. Neve, difficoltà d’orientamento nella nebbia, pericolo costante di valanghe e assenza di soccorsi, potrebbero rivelarsi fatali per chi non è adeguatamente equipaggiato o non ha un’ottima conoscenza della montagna.
Il monte Fuji è il simbolo sacro ed eterno della forza e bellezza di questo paese ed ogni anno viene visitato da decine di migliaia di turisti.

Il periodo più propizio per scalare il Fuji è dunque quello estivo che va da Luglio ad Agosto quando anche la neve sarà meno abbondante. Scegliendo fra 4 itinerari percorribili, si può raggiungere la vetta e godere di un panorama mozzafiato. Il sentiero più noto è quello di Kawaguchi che consente di raggiungere la cima in circa 5-6 ore ed offre il maggior numero di rifugi dove è possibile pernottare la notte per ammirare il mattino l’indimenticabile spettacolo del sole che nasce.

 


Alba dalla vetta del Fujisan, da Youtube

 

 

Celebri sono anche le vedute del monte Fuji dalla zona dei  cinque laghi che si trova alle sue pendici, in particolare quelle dal lago Kawaguchi e dal più piccolo lago Shoji, circondato da una lussureggiante vegetazione. 

 

Se il cielo è limpido potrete comunque accontentarvi di vederlo da Tokyo ma, quando il vento porterà le sue nubi, il maestoso Fuji non esiterà a scomparire alla vostra vista: anche questo è un segno della sua grandezza.





E tu di che gruppo sei?

13 08 2008

Senz’altro si tratta di un fenomeno curioso, frutto della superstizione popolare. Racconterò di come ne sono venuta a conoscenza, anni fa’, addirittura in Italia.

Mi trovavo a cena da amici giapponesi quando una delle presenti mi chiese durante la conversazione a quale gruppo sanguigno appartenessi. Vi lascio immaginare il mio stupore, di argomenti -pensai tra me e me- se ne potevano trovare di migliori. La ragazza mi spiegò subito dopo che quella che per me era una domanda bizzarra in realtà in Giappone non è poi così insolita, soprattutto fra i giovani.
Il gruppo sanguigno infatti rivelerebbe, al pari di un oroscopo, molto della nostra personalità e quindi sarebbe persino in grado d’influenzare i rapporti sociali, amorosi e familiari.

Dunque, se al tipo A corrisponde un individuo affidabile, riflessivo e riservato ma a volte pessimista, sarà il tipo B l’istintivo del gruppo, quello più creativo ma insieme più insofferente alle regole. Al tipo O, il gruppo sanguigno più diffuso nel mondo, corrisponderanno invece persone pacifiche, laboriose ed ambiziose mentre infine il tipo AB potrebbe essere definito una sintesi del tipo A e B con però la tendenza a cadere nella pignoleria.

Fatico a credere che simili teorie siano davvero prese in considerazione nella gestione dei rapporti sociali o affettivi poichè a mio avviso li complicherebbero inutilmente.





Katakana: il tuo nome in giapponese

11 08 2008

Come già anticipato, è possibile trascrivere il proprio nome e cognome in giapponese con il sillabario katakana, utilizzato infatti per traslitterare le parole di origine straniera. A tal proposito ho preparato delle tabelle.

 

SILLABARIO KATAKANA

           

 

  • Prendete il vostro nome e dividetelo in sillabe.
    Chiaramente per trovare la sillaba giusta nel casellario katakana è necessario capire in che modo vengono pronunciate secondo il sistema Hepburn.
  • Supponiamo che vi chiamiate Luca, Lucia (Lu-ca, Lu-cia): non troverete mai la sillaba Lu perchè in Giappone la si pronuncia R come una r debole… quindi per tutte le sillabe che iniziano per L, ricordatevi la R! Quindi Luca e Lucia verranno traslitterati come Ru-ka; Ru-tya. In pratica la=ra; li=ri; lu=ru; le=re; lo=ro.
  • Prendiamo invece il caso di un cognome assai diffuso in Italia: Rossi (Ros-si).
    La consonante doppia verrà resa con il nigori (ッ), un piccolo segno che si antepone alla consonante che dovete raddoppiare. Quindi Rossi si scrivera così: ロッシ. Noterete che ad essere raddoppiata è la consonante (quindi sh- diventa ssh-, ch→cch, ts→tts).
    I nomi che terminano per consonante in genere raddoppiano: robot (parola straniera) diventerà ro-bo-tto ロボット perchè non esiste il suono finale “t” (sì “n” ン)… Così il cognome Smith diventerà Su-mi-tto スミット.
    Quando invece la vocale è lunga si aggiunge un trattino orizzontale: -.

 

88cfa4deed51a38d8b9c365c976c7c6b Non mi resta che augurarvi “buon divertimento”! ^_^

Quì la lista dei nomi da voi  finora richiesti.





Fantasie guerriere

9 08 2008

Evento  organizzato dall’Associazione Culturale Marcovaldo.
In mostra gli abiti-scultura di Roberto Capucci e le armature dei samurai della Collezione Stibbert: ad unirli un sottile e prezioso filo di seta. Sede della mostra: il Filatoio, la  fabbrica della seta più antica d’Europa.

Mostra visitabile, dal 27 settembre- 8 dicembre 2008, presso il Filatoio di Caraglio (Cn), sito in Via Matteotti 44 .
Orario di apertura: giovedì-sabato 15.00 – 19.00: domenica 10.00 – 19.00
Info: numero verde della Regione Piemonte 800 329 329
www.marcovaldo.it
Prenotazioni: Associazione Culturale Marcovaldo- tel. 0171 610258; info@marcovaldo.it

In attesa dell’inaugurazione, la fantastica anteprima nella galleria fotografica di Repubblica.it





Onigiri, il riso del samurai

1 08 2008

Gli onigiri お握り  (nigiru significa “afferrare, stringere nella mano”) sono le tradizionali polpettine di riso consumate dai giapponesi in qualsiasi momento della giornata e note sin da subito ai turisti in fila agli onigiriya per questo goloso ma salutare snack.
Anticamente costituivano il veloce e leggero pasto del guerriero che andava a combattere: la frugale dieta del samurai era infatti costituita prevalentemente da riso e cereali, tutti alimenti leggeri in modo da tenere desta la concentrazione in battaglia. A garantirne la freschezza era il sale e la foglia di bambù in cui essi venivano avvolti e poi incartati.
Altro nome con cui vengono chiamati è omusubu (da musubu , “legare”), probabilmente poichè dalla fine del 1600 si cominciò ad avvolgerli, per facilitarne il consumo, con una foglia di nori 海苔, alga utilizzata anche nella preparazione del sushi.

Ci sono molti tipi di onigiri: rotondi o triangolari, guarniti con del pesce (salmone, tonno, gamberetti..), verdure, uova rassodate o maionese, pollo etc… I più tradizionali restano tuttavia quelli guarniti con le umeboshi, prugne giapponesi essiccate sotto sale. Leggi il seguito di questo post »