Il sottile umorismo di Toba Sōjō

18 07 2008

I Chōjū giga 鳥獣戯画 sono quattro rotoli dipinti (emakimono) attribuiti al monaco buddista Toba Sōjō, vissuto in epoca Heyan (794-1186), periodo d’oro per l’arte e la letteratura giapponesi. Alcune differenze stilistiche, riscontrate confrontandoli fra di loro, hanno tuttavia indotto gli studiosi a ritenere che gli autori di questi dipinti caricaturali siano stati più di uno, quindi non solo il religioso di Kyoto.
La bellezza dei Chōjū giga, eseguiti attorno al 1100 su carta ad  inchiostro monocromo, risiede tutta nell’originalità e freschezza del soggetto: uomini comuni, monaci e bestie si susseguono in varie attività ed atteggiamenti quasi a suggerire, con un certo humour, che società umana ed animale siano molto più affini di quanto si creda. Si è ipotizzato infatti che gli animali ritratti incarnino vizi e virtù umane, portati dagli artisti all’eccesso forse per ammonire la corrotta classe dei religiosi del tempo, molto più interessata al potere economico e temporale.

I dipinti sono conservati nel Museo Nazionale di Tokyo e sono da molti annoverati tra gli antesignani del moderno manga.

 

Rane e dei conigli si sfidano al sumō (commons.wikimedia.org)

 

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kokingumi.com