La superstizione nei numeri

14 07 2008

Ovunque l’Italia è nota come un paese superstizioso e l’antidoto più usato contro paure e cose di cattivo augurio sono le nostranissime corna o amuleti portafortuna come ferri di cavallo e simili. Tuttavia se in Giappone il fiore per eccellenza delle nozze è il crisantemo, in Italia lo stesso è associato al lutto ed ai funerali. Quindi ogni paese ha le proprie scaramanzie e numeri “meno buoni”. 

Una delle prime cose che ci dissero insegnandoci a contare in giapponese è che il numero 4 (四) è meglio pronunciarlo yon anziché shi. La lingua giapponese ha, infatti, due tipi di pronunce per i caratteri kanji 漢字, quella giapponese e quella sino-giapponese. La lettura shi indicherebbe dunque sia il numero 4 che la parola morte (shi 死, appunto). Quindi è consigliabile la prima pronuncia, per non rischiare di mettere in imbarazzo il nostro interlocutore. La naturale antipatia per il numero 4 è però anche cinese, coreana. Quindi difficilmente troverete una camera d’albergo, d’ospedale o posto aereo segnalati col numero 4, che non è molto amato neanche nelle numerazioni telefoniche.
Lo stesso numero 9 (九) se pronunciato ku (e non kyuu) viene associato all’idea di dolore, agonia.
Al contrario il numero 8 (八) è ritenuto sia in Cina che in Giappone un numero molto fortunato dato l’ideogramma con cui si scrive che suggerisce l’idea di allargamento, quindi di prosperità futura (basti pensare alla data d’inaugurazione dei giochi olimpici di Pechino: 8.8.2008).