Sensibilità ambientale made in Toyota

2 07 2008

La sensibilità ambientale del Giappone è certamente più evidente di quella dei paesi occidentali, siano essi in via di sviluppo o meno. L’annuncio del primo ministro Yasuo Fukuda  di un nuovo programma e quindi di un nuovo impulso nella lotta all’inquinamento da parte del paese del Sol Levante annuncia parte degli argomenti che verranno affrontati nel vertice del G8 che si terrà in Hokkaidou tra il 7 ed il 9 luglio.
Le industrie nipponiche, in riferimento alla riduzione dei gas serra, da sempre sono state all’avanguardia, lanciando programmi di ricerca aziendali finalizzati allo sviluppo di prodotti a basso impatto ambientale.
Nel  mercato automobilistico la Toyota Motor Company ha lanciato nel 1997 il motore ibrido, capitalizzando in pochi anni un vantaggio competitivo che attualmente case costruttrici d’alto rango come BMW, Mercedes ed Audi non riescono a colmare malgrado stanziamenti ingenti nella ricerca applicata ai motori ad idrogeno. Sul mercato è apparsa la Toyota Prius.
Lo sviluppo ha portato i tecnici giapponesi a commercializzare nel 2003 la seconda versione del motore ecologico: l’Hybrid Sistem II è stato installato dapprima sulla Prius e successivamente anche sui modelli di lusso della casa nipponica, Lexus.
In questi giorni Toyota ha festeggiato un milione di Prius vendute in tutto il mondo annunciando ai mercati internazionali lo sviluppo di un nuovo motore a celle di nickel , che vedrà la luce sul mercato nel 2010. Ma la rincorsa al motore “perfetto” non si ferma stando a quanto affermato da Katsuaki Watanabe: un team di 50 ingenieri (che diverranno 100 in due anni) sfruttando le moderne tecnologie ed i processi aziendali ad errore nullo (Six Sigma e Lean Productione) lavorerà allo sviluppo del motore a ioni di lithio. Conclusione prevista nel 2030, ma c’è da attendersi che la Prius a zero emissioni verrà presentata molto prima, in perfetto anticipo come da abitudini industriali nipponiche.

Fonti:
repubblica.it
businessweek.com


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