Il sole che nasce in un kanji

31 07 2008

I giapponesi, per indicare il proprio paese, utilizzano due ideogrammi.
Il primo nichi 日significa “sole”, il secondo hon  本 “origine”. Dalla contrazione di questi due ideogrammi, letti secondo la pronuncia cinese (modificata però in base alla fonetica giapponese) è nato il termine Nihon (o Nippon, da quì l’aggettivo “nipponico”). Il Giappone è quindi il paese “all’origine del sole“.





Il lungo viaggio di Iwakura

30 07 2008

Nel lontano 1871 il giovane governo Meiji inviava negli Stati Uniti ed Europa un’ambasceria formata dai maggiori leaders politici del tempo. La delegazione, composta in tutto da 46 persone, era guidata dall’ambasciatore Iwakura Tomomi ed accompagnata, in qualità di vice ambasciatori, dai ministri Kido Tadayoshi, Itō Hirobumi ed Ōkubo Toshimichi.

I tempi erano ormai maturi per liberarsi dei trattati ineguali precedentemente imposti dalle potenze straniere e la via più breve per l’indipendenza nazionale parve il rinnovamento (ishin 維新)  del paese. Scopo della missione era anche ricercare all’estero nuovi e compatibili modelli di modernizzazione delle strutture sociali, economiche e politiche, senza tuttavia cadere in un cieco culto dell’Occidente.
Il Giappone era appena uscito dal feudalesimo Tokugawa ma conservava ancora dei retaggi del passato; inoltre era privo di una moderna costituzione, fatto che lo poneva in una posizione impari nel confronto internazionale.

La missione si concluse nel settembre del 1873, dopo aver toccato ben 13 paesi fra i quali anche l’Italia. Il primo obiettivo non era stato raggiunto ma la missione Iwakura avrà comunque delle conseguenze notevoli. Stupiti positivamente dalle grandi coltivazioni, industrie, ferrovie e scuole occidentali gli ambasciatori giapponesi riferirono in patria le nuove conoscenze: pochi anni dopo vedranno la luce il Rescritto Imperiale sull’Educazione (1890) ed una prima Costituzione (1889). Fu così che il sistema educativo giapponese venne strutturato sul modello liberale statunitense mentre la Costituzione venne elaborata sul modello prussiano che meglio si adattava a sostenere il sistema imperiale.

  

La missione Iwakura a Londra (1872). Al centro, seduto, l’ambasciatore.
(commons.wikimedia.org)

Paesi visitati dalla missione: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Russia, Prussia, Germania, Danimarca, Svezia, Austria, Italia, Svizzera.





Dolce la vita con Ikemenbank

29 07 2008

Finalmente il sogno d’ogni fanciulla si potrà realizzare: prendersi cura del proprio uomo, esserne riamata e coronare infine il sogno d’amore con un bel gruzzoletto da parte. Non è un moderno corso di sopravvivenza per donne ma un singolare salvadanaio a pile nato dalla fantasia ed intuito della nipponica Bandai, società inventrice del celebre Tamagotchi.

Ikemenbanku イケメンバンク “bell’uomo-salvadanaio”, il suo vero nome, ha la forma di un cuore, pesa poco più di due etti e presenta al centro uno schermo LCD. La cerimonia di presentazione si è tenuta lo scorso 19 giugno durante l’edizione del 2008 del Salone del gioco di Tokyo in attesa che verrà lanciato sul mercato nipponico il prossimo Settembre. Il salvadanaio sarà disponibile in due colori (rosa o bianco) e potranno acquistarlo tutte le donne che hanno compiuto quindici anni.

La fortunata che se ne accaparrerà uno potrà scegliere fra ben 5 tipi diversi di ragazzo dal look manga: un tipo “cool”, un giovane sportivo, un brillante artista, un ragazzo gentile, un mite uomo più maturo. Una volta scelto il vostro tipo ideale, per mantenere vivo il sentimento non dovrete far altro che inserire una moneta da 500 yen nel suo cuore e lui non esiterà a ringraziare felice o a sussurrarvi giornalmente delle romantiche frasi. “Sei carina”, “sei la migliore”.. : insomma preparatevi a fare il pieno di complimenti. Fate però attenzione a rispondergli quando vi fa una domanda e rispondere spingendo il pulsante giusto. Ricordatevi infine di non trascurarlo troppo se ha preso il raffreddore: trascorsi cinque giorni, il vostro fidanzato virtuale se ne andrà salutandovi con un biglietto d’addio. La storia d’amore si concluderà felicemente quando nel salvadanaio ci saranno cento delle stesse monetine.
Non ci sarà un matrimonio o un bel tipo che vi aspetta sotto casa con un fascio di rose rosse ma, se ci saprete fare, alla fine avrete messo da parte una discreta somma di denaro che potrete spendere come meglio credete.

Per saperne di più:
http://www.bandai.co.jp/releases/J2008061601.html
http://ikemenbank.jp/report.html (cerimonia di inaugurazione)

 

Curiosità. Per gli appassionati di lingua giapponese ecco parte del divertente repertorio di Ikemen:
かわいいな : sei carina
ホント最高の女の子だ: sei la ragazza migliore
最近キレイになった: sei sempre più bella
愛してるよ: ti amo





Ring House, la casa del bosco

24 07 2008

Gli architetti Makoto Takei e Chie Nabeshima dello studio Tna Architects hanno realizzato a Karuizawa, nota zona di villeggiatura nei dintorni di Tokyo, un’abitazione a dir poco straordinaria. L’edificio si chiama Ring House 輪の家 poiché, dalla base alla sommità (per un totale di tre piani di altezza), è delimitato da anelli di vetro e legno, i quali permettono alla luce del bosco di filtrare dolcemente impedendone, al tempo stesso, la vista degli arredi dal di fuori.
La sensazione che se ne consegue è quella di essere circondati dalla natura, di farne quasi parte visto che anche gli stessi mobili, essenziali e naturali per forma, materiali e colori, non interrompono la stupefacente comunicazione che c’è tra interno ed esterno.
L’opera ha ottenuto il Design Award 2008 come Best new private house, premio indetto da Wallpaper, prestigiosa rivista britannica di design ed architettura.

L’architettura contemporanea giapponese non finisce di sorprendere il mondo con la sua genialità ed innato amore per la natura.

Links:
tna-arch.com
wallpaper.com





Regioni, prefetture e città

24 07 2008

Per un occidentale è terribilmente complicato localizzare le varie città giapponesi. Il territorio giapponese comprende infatti 8 regioni chihô 地方 (Hokkaidô, Tôhoku, Kantô, Chûbu, Kansai, Chûgoku, Shikoku, Kyûshû) a loro volta suddivise in oltre quaranta prefetture rurali (ken 県). Le regioni non hanno un valore politico ma solo geografico.
Tôkyô, la capitale, tuttavia è una metropoli to 都, a differenza di Ôsaka e Kyoto che sono due prefetture urbane fu 府.

  Leggi il seguito di questo post »





Giapponesi del Brasile, cento anni dopo

21 07 2008

Nel giugno del 1908 la Kasato Maru raggiungeva il porto di Santos (San Paolo) con a bordo, oltre all’equipaggio, 165 famiglie di contadini giapponesi. Per tre mesi avevano navigato l’oceano portando nel cuore la speranza di una vita migliore e di nuove terre da coltivare. Ad attenderli trovarono sterminate piantagioni di caffé, un lavoro duro fatto di fatica e lunghe ore sotto il sole, salari bassi, nostalgia per la madre patria che quell’esodo aveva dovuto incoraggiare. Il Brasile, dal canto proprio, aveva urgente bisogno di manodopera per continuare ad esportare nel mondo le proprie merci. Così braccianti europei ed asiatici giunsero a milioni, per oltre cinquanta anni, nella terra della saudade, compresi i nostri italiani. Leggi il seguito di questo post »





Il sottile umorismo di Toba Sōjō

18 07 2008

I Chōjū giga 鳥獣戯画 sono quattro rotoli dipinti (emakimono) attribuiti al monaco buddista Toba Sōjō, vissuto in epoca Heyan (794-1186), periodo d’oro per l’arte e la letteratura giapponesi. Alcune differenze stilistiche, riscontrate confrontandoli fra di loro, hanno tuttavia indotto gli studiosi a ritenere che gli autori di questi dipinti caricaturali siano stati più di uno, quindi non solo il religioso di Kyoto.
La bellezza dei Chōjū giga, eseguiti attorno al 1100 su carta ad  inchiostro monocromo, risiede tutta nell’originalità e freschezza del soggetto: uomini comuni, monaci e bestie si susseguono in varie attività ed atteggiamenti quasi a suggerire, con un certo humour, che società umana ed animale siano molto più affini di quanto si creda. Si è ipotizzato infatti che gli animali ritratti incarnino vizi e virtù umane, portati dagli artisti all’eccesso forse per ammonire la corrotta classe dei religiosi del tempo, molto più interessata al potere economico e temporale.

I dipinti sono conservati nel Museo Nazionale di Tokyo e sono da molti annoverati tra gli antesignani del moderno manga.

 

Rane e dei conigli si sfidano al sumō (commons.wikimedia.org)

 

Per saperne di più:
int.physiology.jp
kokingumi.com

 





Il valore di una pesca

17 07 2008

Sbirciando fra le notizie di Excite.it  non posso fare a meno di leggere un fatto di cronaca davvero singolare. Si tratta di un furto avvenuto circa venti giorni fa’ nei pressi di Tokyo: a dare l’allarme questa volta non è stata una guardia bensì un laborioso agricoltore nipponico. L’uomo si è accorto, il mattino successivo, che 5000 hanayome erano state rubate dagli alberi del frutteto. Le hanayome sono delle pesche molto grandi e saporite che di solito vengono regalate alle spose come buon augurio. Data la quantità e prelibatezza del bottino, di certo gli autori del furto non sono ladri improvvisati, tantomeno un manipolo di golosi passanti: è quanto sappiamo ad oggi.
Vi chiederete dunque come mai in Giappone si rubano le pesche. Semplice: una sola hanayome può costare uno sproposito, tanto che il danno è stato stimato attorno ad un milione di yen.

L’assurdità di tali prezzi è riconducibile in gran parte al clima e conformazione del territorio nipponici che di certo limitano la coltivazione di specie da frutto esotiche. Per questa ragione i contadini giapponesi hanno imparato bene a produrre, mediante sofisticate tecniche agricole, dei frutti perfetti e talvolta dalle forme insolite (un esempio per tutti: le angurie quadrate). Una volta raccolti, questi preziosi e rari prodotti del suolo nipponico vanno a colorare i banchi delle frutterie, confezionati in scatole di lusso, pronti per essere acquistati dalla benestante massaia o generosi amici che vorranno gustarli in vostra compagnia.

Link giapponese:
http://www.sannichi.co.jp/local/news/2008/06/25/4.html





Il Giappone perduto

15 07 2008

Una donna viene trasportata per le vie della città su una portantina (kago) -commons.wikimedia.org

 

La foto (un dagherrotipo colorato a mano) risale probabilmente alla fine del 1800 ed è uno dei tanti ritratti fatti dal barone austriaco Raimund von Stillfried (1839-1911), fra i primi fotografi occidentali (insieme al nostro Felice Beato) a raggiungere il Giappone e a dare un forte impulso alla nascita dei primi studi fotografici giapponesi e alla diffusione delle moderne tecniche fotografiche. Si tratta di foto molto significative, non solo ai fini della ricostruzione storica, ma anche perchè documentano esplicitamente con quale curiosità e stupore l’Europa di fine ‘800 guardasse al Giappone.





La superstizione nei numeri

14 07 2008

Ovunque l’Italia è nota come un paese superstizioso e l’antidoto più usato contro paure e cose di cattivo augurio sono le nostranissime corna o amuleti portafortuna come ferri di cavallo e simili. Tuttavia se in Giappone il fiore per eccellenza delle nozze è il crisantemo, in Italia lo stesso è associato al lutto ed ai funerali. Quindi ogni paese ha le proprie scaramanzie e numeri “meno buoni”. 

Una delle prime cose che ci dissero insegnandoci a contare in giapponese è che il numero 4 (四) è meglio pronunciarlo yon anziché shi. La lingua giapponese ha, infatti, due tipi di pronunce per i caratteri kanji 漢字, quella giapponese e quella sino-giapponese. La lettura shi indicherebbe dunque sia il numero 4 che la parola morte (shi 死, appunto). Quindi è consigliabile la prima pronuncia, per non rischiare di mettere in imbarazzo il nostro interlocutore. La naturale antipatia per il numero 4 è però anche cinese, coreana. Quindi difficilmente troverete una camera d’albergo, d’ospedale o posto aereo segnalati col numero 4, che non è molto amato neanche nelle numerazioni telefoniche.
Lo stesso numero 9 (九) se pronunciato ku (e non kyuu) viene associato all’idea di dolore, agonia.
Al contrario il numero 8 (八) è ritenuto sia in Cina che in Giappone un numero molto fortunato dato l’ideogramma con cui si scrive che suggerisce l’idea di allargamento, quindi di prosperità futura (basti pensare alla data d’inaugurazione dei giochi olimpici di Pechino: 8.8.2008).