KOTOWAZA: storia e saggezza nei proverbi giapponesi.

10 06 2008

Forse in Italia i giovani li ricordano ancora ma non se ne servono più perché li identificano coi discorsi noiosi e a volte severi dei propri nonni. Probabile che la stessa cosa accada anche in Giappone, dove il linguaggio è sempre in continua evoluzione ed i ragazzi preferiscono attingere le loro espressioni preferite dalle canzoni rock, dagli scrittori di nuova generazione, per comunicare più velocemente fra loro. Non è forse così? :roll:
Eppure la citazione di un proverbio in Oriente (soprattutto in Cina) ha sempre riscosso una certa ammirazione, perché nel proverbio è racchiuso tutto il buon senso popolare e, indirettamente, le regole individuali o collettive socialmente ritenute valide, pertanto tramandate col proverbio.
Di seguito farò qualche esempio, per mostrare come certi detti giapponesi (o Kotowaza ことわざ) siano assimilabili nel contenuto ai nostri italiani. Chiaramente ho scelto dei proverbi semplici e brevi, poiché a volte sono davvero impossibili da tradurre, soprattutto se si avvalgono d’espressioni dialettali o cadute in disuso col tempo.

 
一石二鳥 (Isseki nichô): “Due uccelli, una pietra” = Prendere due piccioni con una fava.

蛙の子は蛙 (Kaeru no ko wa kaeru): “Il ranocchio è figlio della rana”= Tale padre, tale figlio.

明日は明日の風が吹く(Ashita wa ashita no kaze ga fuku): “Domani soffierà il vento di domani” = Domani è un altro giorno.

失敗は成功のもと (Shinpai wa seikô no moto) “La sconfitta è l’origine della vittoria” = Sbagliando s’impara.

口は災いの門 (Kuchi wa wazawai no kado): “La bocca è la porta della sventura” = Il silenzio è d’oro.

 

Ci sono poi dei kotowaza che, ad una prima lettura, sono incomprensibili poiché fanno riferimento ad aspetti storici, mitologici e folcloristici, letterari, sociali giapponesi. Essendo la cultura tradizionale giapponese strettamente legata all’agricoltura, molti di essi sono legati a questo mondo e alle sue pratiche. Molti richiamano gli antichi insegnamenti buddisti o, più spesso, alla filosofia morale cinese, di stampo confuciano. Quindi alcuni detti possono essere indicativi del pensiero e costume sociale giapponesi. Sicuramente sono fra i più interessanti ed avvincenti.

 

早起きはサ三文の得 (Hayaoki wa sanmon no toku): “Svegliati presto ed otterrai 3 mon”. Mon era un’antica moneta giapponese. Come dire: Il mattino ha l’oro in bocca.

花より団子 (Hana yori dango): “Meglio un dango che un fiore”.
I Dango sono dei tipici dolcetti giapponesi. Non occorre essere troppo raffinati, meglio guardare alla concretezza dei fatti che alle parole. Così allo stesso modo è meglio ricevere una gratifica che una lode.

馬の耳に念仏 (Uma no mimi ni Nembutsu): “Recitare il Nembutsu nelle orecchie del cavallo”.
Il Nembutsu è un’antica preghiera a Buddha. Quindi è una metafora per indicare qualcosa che è inutile, senza scopo.
 
河童に水練 (Kappa ni suiren): “Insegnare a nuotare ad un Kappa”. :lol:
Il Kappa è una creatura acquatica che nelle antiche leggende popola i laghi, fiumi e stagni del Giappone. E’ un abile nuotatore, tanto che esiste, in merito, anche un detto altrettanto famoso: “Kappa no kawa nagare” (un Kappa che affoga) usato per dimostrare che anche una persona molto esperta può sbagliare. Può succedere no? Tuttavia pretendere di insegnare ad un Kappa a nuotare vale a dire fare una cosa perfettamente inutile se non ridicola.

当らず障らず (Atarazu sawarazu): “Chi non si avvicina non tocca”.
E’ un’espressione che ricorda che è sempre meglio non esporsi troppo nella vita sociale, non compromettersi. Sawarazu infatti indica il contatto con un oggetto o un ostacolo.

郷に入っては郷に従え (Gou ni itte wa gou ni shitagae): “Quando vai in un gou, devi uniformarti al gou”. Il gou era il villaggio, la più piccola unità amministrativa. Quindi il proverbio vuole dire che quando si va in un paese diverso dal nostro, bisogna osservare le regole e costumi altrui.

出る杭は打たれる (Deru kui wa utareru): “ Il palo che spunta viene abbattuto”.
Chi non si conforma agli altri ma vuole primeggiare, verrà schiacciato in quanto è negativo “sporgere” più degli altri. Viene ancora ribadita l’esigenza giapponese di scoraggiare le differenze all’interno di un gruppo, in modo tale che nessuno emerga più degli altri. Ma ce ne sono altri di detti simili che ribadiscono lo stesso concetto.

 

Fra questi quale vi è piaciuto di più?



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5 risposte

16 01 2009
PeSaK

ovviamente il migliore è (Shinpai wa seikô no moto) “La sconfitta è l’origine della vittoria”

16 01 2009
GiapponeInFiore

Ciao PeSak, in effetti questo proverbio induce a non abbattersi mai, piace anche a me. Sempre sulla perseveranza, mi hai fatto pensare ad un altro proverbio giapponese: nana korobi ya oki 七転び八起き. Il significato è questo: se cadi sette volte, ti alzerai 8 volte.
Un saluto e grazie per il commento ^_^

13 04 2009
Ambra

wow molto bella questa sezione del sito =)

14 04 2009
Koryu

Onna gokoro to aki no sora.

Il cuore delle donne come il cielo d’autunno.

ciaooooooo

8 05 2009
muriel_7

salve…una curiosità riguardo a “onna gokoro to aki no sora”…siccome volevo tatuarmi qst frase in kanji…è vero che è usato prevalentemente come proverbio metereologico in giappone??

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